Assisi ha celebrato il ritorno di San Francesco tra le feste nazionali italiane con una giornata segnata dalla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il capo dello Stato ha richiamato il significato civile e spirituale della ricorrenza, indicando nella figura del santo un riferimento per la pace, per la dignità delle persone e per il rifiuto della violenza.
La cerimonia si è svolta in una città che ogni anno diventa luogo di incontro tra comunità religiose, istituzioni e visitatori. La festa nazionale restituisce alla giornata del 4 ottobre una dimensione pubblica: non soltanto una ricorrenza del calendario, ma un’occasione per interrogarsi sulle responsabilità condivise e sul rapporto tra la storia del Paese e i valori che la tengono insieme.
Nel messaggio di Mattarella, San Francesco è stato presentato come una figura capace di parlare al presente. La sua lezione non riguarda solo la scelta personale della semplicità, ma l’attenzione verso gli ultimi, il rispetto del creato e la costruzione di relazioni non fondate sul dominio. Sono temi che, nel contesto attuale, assumono un rilievo concreto davanti alle guerre, alle disuguaglianze e alle forme di esclusione.
Il richiamo alla pace ha attraversato le celebrazioni. Non è stato proposto come una formula astratta, ma come una responsabilità politica e sociale che richiede il rifiuto della violenza e la tutela della dignità umana. Il presidente ha sottolineato il valore di una comunità capace di non abituarsi alla sofferenza altrui e di mantenere aperto il dialogo anche nei momenti di conflitto.
Il ritorno della festa nazionale rende così Assisi uno dei luoghi simbolici del calendario civile italiano. La ricorrenza unisce memoria e attualità: ricorda una figura riconosciuta oltre i confini confessionali e propone una domanda sul modo in cui istituzioni e cittadini possono tradurre la pace in comportamenti, scelte e politiche quotidiane.
Fonte: ANSA, “Festa di San Francesco, Mattarella: da San Francesco una lezione per l’oggi”, 4 ottobre 2026.
