Il Primo Ministro Mark Carney ha confermato che le Forze Armate canadesi stanno conducendo una pianificazione basata su scenari per una potenziale invasione da parte degli Stati Uniti, definendo la possibilità come un ‘colpo lungo’ (long shot) ma necessitando preparazione. La rivelazione, fatta durante un’audizione di una commissione parlamentare, sottolinea l’impegno del governo canadese per una pianificazione della difesa completa anche per contingenze altamente improbabili.
Carney ha sottolineato che gli esercizi sono puramente teorici e non riflettono alcuna intelligence che suggerisca una minaccia imminente. ‘Pianifichiamo una vasta gamma di scenari, inclusi quelli estremamente improbabili, per garantire che le nostre forze armate non siano mai colte impreparate’, ha dichiarato. Gli scenari riguarderebbero esercizi da tavolo e simulazioni al computer che esaminano strutture di comando, logistica e coordinamento con gli alleati nell’ambito dell’Articolo 5 del Trattato del Nord Atlantico, sebbene Canada e Stati Uniti siano entrambi membri della NATO.
Il concetto di un’invasione statunitense del Canada ha radici storiche che risalgono alla Guerra del 1812, quando le forze americane tentarono di annettere l’America del Nord britannica. Negli anni ’30, l’esercito statunitense sviluppò il ‘Piano di Guerra Rosso’, una dettagliata contingenza per una guerra con l’Impero Britannico che includeva un’invasione del Canada. Da allora, le due nazioni hanno sviluppato il confine non difeso più lungo al mondo e una profonda integrazione economica, formalizzata attraverso accordi come il NORAD e il Comando per la Difesa Aerospaziale del Nord America.
Tuttavia, recenti cambiamenti geopolitici, inclusi dispute commerciali e retorica sull’annessione da parte di alcune figure politiche statunitensi, hanno spinto Ottawa a rispolverare piani di contingenza dormienti. Gli analisti della difesa notano che tale pianificazione è pratica standard per gli eserciti di tutto il mondo. ‘Ogni esercito professionale pianifica la difesa del proprio territorio contro qualsiasi potenziale avversario, non importa quanto amichevole’, ha affermato un senior fellow del Canadian Global Affairs Institute. Gli esercizi attuali si ritiene si concentrino su risposte asimmetriche, difesa cibernetica e protezione delle infrastrutture critiche.
Il governo canadese non ha stanziato fondi aggiuntivi specificamente per questi scenari, integrandoli invece nei cicli di addestramento esistenti delineati nella politica di difesa ‘Strong, Secure, Engaged’. I partiti di opposizione hanno chiesto maggiore trasparenza sulle assunzioni alla base dei piani, mentre l’Ambasciata degli Stati Uniti a Ottawa ha rifiutato di commentare, rimandando alla partnership di difesa di lunga data.
La reazione pubblica è stata mista, con alcuni canadesi che vedono la pianificazione come prudente e altri come inutilmente provocatoria. L’Ufficio del Primo Ministro ha ribadito che la relazione Canada-Stati Uniti rimane ‘la più stretta e completa al mondo’, e che gli esercizi sono una parte di routine della governance responsabile. L’interdipendenza economica — con oltre 2,5 miliardi di dollari in beni e servizi che attraversano il confine quotidianamente — rende qualsiasi scenario di conflitto straordinariamente costoso per entrambe le nazioni.

